..e quando credevi di essere speciale…scopri che avevi capito male…
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No via….
Stasera non si dorme!!!Inutile stare a rigirarsi nel letto che tanto il sonno non arriva e da come promette la situazione la vedo dura,molto dura.
In tutte le riviste per pazzi nottambuli come me c’è scritto che se entro un quarto d’ora non si prende sonno è utile alzarsi e fare altro:leggere ( ma il libro che sto leggendo adesso mi pesa più di un trattato di astrofisica) parlare( e con chi che non c’è nessuno? Poi a quest’ora..),darsi alla tv(ma basta con le repliche di don Matteo e dei ragazzi della 3c).
Insomma un bel problema..
Un tentativo lo faccio! Accendo il cel alla ricerca di un sms che magari non ho ancora letto perché inviatomi dopo che l’avevo spento ma poi dopo che farò?
Avevo un disegno da finire,un favore ad un amico,ma ho bruciato questa carta nel tardo pomeriggio e adesso è lì completo…Quasi quasi lo strappo e lo rifaccio..
Comincia il delirio,ci siamo..
Pensare è un lavoraccio.
Mamma mia se è un lavoraccio!
Spesso consola spesso aiuta spesso incasina di più che non pensare a nulla. Ma come si fa a pensare al nulla?
Mi fanno pure male i denti..Metto giudizio,per modo di dire.
Sospiro…Stavo pensando( vedi? Ci ricasco) che sono un cacciatore di non morti in un gioco che adoro,ho qualcosa come dieci vampiri e quattro licantropi da fare fuori,ma secondo te alle 1 di notte passate posso mettermi a comprare frecce di acido o mazzafrusti a 3 teste da mercanti illegali nei bassifondi di Akthala?
Tatino dolce notte!
Se ci riesco entrerò nei tuoi sogni e questa volta offro io( ma il tè lo scegli tu!)
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Fuori si gela..
Sole e freddo per la giornata della patrona di Montecatini.
Dalla collina è visibile buona parte della Valdinievole,contorni suggestivi delle province lontane incorniciano l’area e chi ha buon occhio può distinguere particolari spesso nascosti dalla foschia.
Nel locale del centro del paese due tizi entrano a cercare conforto:se fossero arrivati prima avrebbero incontrato un gruppo di alpini avvinazzati,satolli da un pasto tipicamente toscano.
Sono ben assortiti.
Il primo è il classico pensionato zitello, ciaccione, frequentatore di balere al giovedì ed il sabato accompagnatore di vedove ai cimiteri..
Il secondo è il compare smilzo che pare un autoritratto di Ligabue.
Cercano un posto in cui sedersi per bere un tè..Ma dieci a uno finiranno per ordinare una grappa mentre giocano a carte,probabilmente a briscola.
Il dubbio che stiano facendo casino viene loro quando si accorgono di essere osservati da quelli che,testuali parole,definiranno “lovers”:in ogni stanza ce ne sono almeno un paio,più o meno vicini a seconda del grado di confidenza che hanno l’un l’altra.
Sicuramente si sono accorti di quei due seduti al tavolo di fronte.
La ragazza tortura con ossessione una bustina semivuota di zucchero.
Sorride,ma nasconde malissimo tensione e nervosismo.
Dentro di lei c’è un carnevale in corso: salivazione azzerata,stomaco sigillato,motoneuroni impazziti obbligano le sue mani alla ricerca dei capelli..Da sempre il miglior modo che conosce per stemperare l’imbarazzo.
Lui è in pace.
Ha già capito che guardarla negli occhi è praticamente impossibile;
lei è fatta così!
Eppure se la si vedesse nel quotidiano mai si direbbe che ha la battuta sarcastica sempre pronta,che sa rovesciare senza problemi provocazioni di ogni natura e affronta,in maniera quasi maschile,molti dei suoi interlocutori.
Adesso è lì..Come una ragazzina al suo primo appuntamento con il tipo al quale ha fatto la ronda per mesi.
Lui ha uno sguardo molto dolce.
Ha le mani del bugiardo,ma i suoi occhi vincono sulla percezione di lei.
È palese che questi due”lovers” stanno passando un piacevole momento insieme e che forse è meglio lasciarli da soli.
Sono così tanti anni che lavoro con i bambini da sapere che diventando grandi perderanno molto del proprio mondo fantastico e della propria felicità.
Tento da sempre di far loro capire che il tempo è sempre uguale ma che si dilata o si stringe a seconda di ciò che stiamo vivendo..Che imparino ad apprezzare il momento felice perché purtroppo è sempre più breve del tempo sgradevole.
Le stesse due ore vissute come un tormento durante la noia possono essere velocissime se passate facendo qualcosa di bello,con qualcuno che ci piace tanto.
Questa percezione non cambia diventando grandi,ma cambia il modo in cui la si gestisce: si diventa più freddi e lucidi e anche abbastanza scazzati,consapevoli.
Però può succedere che ,da grandi,si riscopra il valore,la magia che sta in quelle due ore bellissime e velocissime,tanto da riuscire ad apprezzarle e a congelarle nella memoria per “usarle” durante i tempi morti della noia
È bello scoprire che qualcuno sa emozionarci a tal punto da sentirsi arricchiti,stupidamente sorridenti,contenti,dopo una fredda giornata di dicembre che sarebbe stata sicuramente banale e vuota.
E quindi terribilmente lunghissima.
È bello sapere che dall’altra parte c’è qualcuno che forse pensa e sente le stesse cose
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NO….
Non mi hai capita!!!!
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Lunedi uggioso,il caos del traffico,l’ora di punta del rientro e forse la strada parallela chiusa con la conseguente congestione nella strada che ormai percorro ogni giorno per andare a lavoro.
Martello la radio in attesa del semaforo che sembra non aver pietà della coda,scorro tra scampoli di interviste a personaggi sconosciuti,tuttologi della situazione,di ogni situazione che si presenti,pubblicità più o meno ridicole ( beato che se o fa,i’sofà)avanzi di canzoni sul termine.
Mi blocco su un silenzio che mi cattura e parte la canzone:
“Scrivimi…quando il vento avrà sfogliato gli alberi….Gli altri sono andati al cinema e tu on vuoi restare sola..Poca voglia di parlare e allora scrivimi!!
Che saranno…sette otto anni che non sento questa canzone?
L’ultima volta che c’ho pensato,che l’ho forse ascoltata,ho riso mentre me la canticchiavi dicendomi di prendere spunto dal testo…
“e se non sai cosa dire se non trovi le parole non ti devi preoccupare io saprò capire a me basta di sapere che mi pensi anche un minuto…”
La parte di me che odi ti direbbe che ai tempi volevi fare l’amico ma non ci riuscivi per nulla..Che ti fingevi tale solo per avvicinarti a me subdolamente.
La parte di me che amavi ti direbbe che ti ho pensato,ma che sono troppo vigliacca per scriverti,che ci credevo e che il ricordo tuo è rimasto associato a queste parole,anche se tu,non sei mai stato bravo a capire,come invece dice il testo.
In questo momento mi sento esattamente così,come quelle poche righe iniziali,ma non posso scriverti,non posso no,non posso irrompere di nuovo nel tuo nuovo equilibrio che spero sia quello che cercavi e che hai lottato come un pazzo pensando di poterlo avere con me.
Me ,la donna più sbagliata nel momento peggiore della sua vita.
Me che hai provato a correggere,cambiare,migliorare perché anche così,imperfetta,incasinata e confusa, ti piacevo talmente tanto da non credere che fossi solo questo,o che volessi esserlo.
E adesso,potendo leggere mi diresti: sei contenta?
NO,non sono contenta..Ma vorrei tanto che tu lo fossi!
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Il tacco non è vertiginoso come vorrei…Ma è adeguato al polpaccio da ex pallavolista e al resto delle gambe nascoste,dal ginocchio in su,da un tubino bianco a fantasie.
In quello specchio mi piaccio più che se mi guardo i piedi dall’alto,in fondo in fondo non è così male come pensavo.
La schiena non è del tutto scoperta,i capelli solleticano le spalle che adesso so tenere belle dritte.
Un bracciale di scarso valore ma di indubbia bellezza comprato in Africa per pochi rand,aggiunge qualcosa che ne l’oro ne le perle saprebbero fare.
I capelli,castani per natura,non hanno più segni di vecchie tinte e colori;
riflessi dorati naturali seguono le linee morbide di un mosso indisciplinato,come me.
Un trucco leggero evidenzia gli occhi verdi e le labbra carnose che mi morderò nervosamente fino a mangiarmi tutto il rossetto che tanto odio.
Sono una donna.
Riparto da qui.

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Lying in my bed I hear the clock tick,
And think of you
Caught up in circles confusion–
Is nothing new
Flashback–warm nights–
Almost left behind
Suitcases of memories,
Time after–
Sometimes you picture me–
I’m walking too far ahead
You’re calling to me, I can’t hear
What you’ve said–
Then you say–go slow–
I fall behind–
The second hand unwinds [...]

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Attraversano le paludi e le notti senza stelle nascondendosi tra i rami ;
fingono di essere parti di quella stessa vegetazione che li nasconde.
Giocano con le ombre della luna spiona e sfruttano il vento per fingere danze e simulare un quotidiano che le contenga.
Si affacciano alle finestre con risate raggelanti e corrono sulle tegole del tetto per farsi sentire,per farmi sapere che sono lì.
Sospirano,
si lamentano,
bisbigliano segreti.
Cercano la mia curiosità,stuzzicano la mia femminilità.
Nascondono abilmente dietro ai “mi dispiace” lame taglienti pronte per essere sferrate e invano cercano di sedurmi con le loro lusinghe.
Stufi mostrano il loro vero volto e una volta di fronte alla porta bussano con decisione;
Una
due
tre volte…
Ho faticato per dimenticare.
Ho fatto più di quel che potevo,una volta dimenticato,ricordando,perchè mi fosse chiaro non solo quello che volevo,ma anche quello che non avrei più voluto.
I fantasmi del passato si chiamano così per fare paura a chi li vede tornare
Ma io non ho paura…Sono una di loro!!!!
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Non so perchè ma oggi con la mente sono in volo per Ny…
Accompagno una persona e torno subito..Forse!
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